In questa torrida estate appena trascorsa, ciò che sembrava mancare era proprio l’aria.
Così tante volte ho pensato a quella mitica scena di Mel Brooks nel film “Balle Spaziali” dove lui stappava una lattina per respirare.

Ebbene è dai tempi delle scuole elementari che veniamo edotti sulla fotosintesi clorofilliana, ma chissà perché per molti non è ancora chiaro quanto sia indispensabile la presenza di alberi sul pianeta.
Vagare nei boschi, nei prati, alla ricerca di materiali fruibili per le mie creazioni vuol dire respirare, disintossicarsi dai veleni della città. I profumi di legno, resina, erba e fiori sono innegabilmente tra quelli più rilassanti che in natura possiamo trovare.
A fine ottobre del 2018 la tempesta Vaia, che ha colpito il nostro nord-est, si stima abbia abbattuto tra i 14-15 milioni di alberi.
Ogni volta che raggiungo quelle zone, il cuore mi si spezza come quegli abeti di cui ad oggi rimane spesso solo il ceppo.
Molti non sanno che, dopo quel disastro, un altro analogo ha colpito quello che rimaneva delle foreste.
Il bostrico tipografo è un coleottero che normalmente attacca in prevalenza gli abeti rossi deboli o malati. Scava gallerie sotto la corteccia deponendo le uova; le successive larve continuano a nutrirsi bloccando il passaggio della linfa e velocizzando la decomposizione dell’albero che restituisce nutrimento al terreno.
Dopo l’arrivo di Vaia, l’abbondanza di legname caduto ha fatto moltiplicare la presenza di questo insetto, che ha colonizzato anche alberi sani, uccidendone una quantità analoga se non superiore alla tempesta.
Gli alberi e le piante regalano sempre; donano con la generosità tipica della natura che utilizza un equilibrio celeste e per noi sono indispensabili e sono vita.
Anche noi con DamaDoRè vogliamo far parte nel nostro piccolo di questa armonia e mentre distribuiamo le nostre creazioni, una parte dovrà sempre andare al bosco.

Per il momento abbiamo scelto “Wownature” e cerchiamo di aiutarli nel loro progetto di ripiantumazione delle foreste colpite dal disastro del 2018.
E’ importante contribuire in qualsiasi forma, diretta o indiretta, ma quello che conta davvero e prendere profondamente coscienza che: senza alberi si muore.
e non raccontiamoci delle “balle spaziali”..



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