
Acquerelli, minerali, piante da giardino, orto, marmellate, cucina naturale, dolci e lievitati, vasetti di vetro decorati, presepi bizzarri, sassi dipinti, bridge.. Si potrebbe andare avanti ancora per tante pagine..
Adesso è arrivato il momento del bosco con quel che regala.
Arriva a distanza di 9 mesi, il tempo che si impiega per partorire una nuova creatura; da quando ho scoperto questo posticino nelle Prealpi, incastonato tra la Val d’Adige e il lago di Garda.
Abituata alle vacanze nelle alte vette delle Dolomiti, non ho mai preso in considerazione questi monti.
Da quando ero bambina ho sempre guardato dall’autostrada questi rilievi come massicci “pelosi”, immaginando che non potessero ospitare altro che, piccole comunità o vecchi eremiti ormai dimenticati.
È stato nel cercare un piccolo rifugio da raggiungere velocemente dalla appiccicosa Pianura Padana, che ho deciso di affrontare l’interno di quei paesaggi, per me tutti simili, su consiglio di un amico.
Con una buona dose di diffidenza e con uno zainetto di critiche pronte all’uso, in un fine agosto nemmeno troppo caldo, ho quindi scoperto la Vallagarina dove effettivamente ho trovato il mix di caratteristiche che cercavo.
Quello che non avrei immaginato è il crescendo di scoperte che questo territorio mi avrebbe riservato.
“Per avere l’ispirazione devi sentirti libero” dice il cantante Bruno Mars attraverso la speaker di una radio famosa e mi regala le parole che faticavo a trovare, per spiegare la voglia di unire la fuoriuscita di questa nuova gittata di creatività, legandola al bosco. Portare nella vita di altri questa energia contagiosa e aprire gli occhi un po’ troppo socchiusi, su quanto possa essere incredibile ciò che non siamo abituati ad osservare.
Proprio come noi esseri umani che, visti dall’alto , sembriamo una brulicare indistinto, ma isolati e valorizzati a dovere, riserviamo genialità impensabili.
Serve però un posto dove sentirsi liberi..



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