quando tutto cominciò..

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Spesso è solo una questione di prospettive.

 Se questo fosse solo uno spoiler del film delle nostre vite o delle nostre imprese, troveremmo veramente ironico l’evoluzione di certe situazioni.

In vacanza con 2 sedicenni ti aspetteresti di dover implorare per un po’ di compagnia. Invece i tempi cambiano, le stagioni non son più quelle di una volta e non è tanto il viaggio ma la valigia..

Trekking, musei, laghi, picnic, sessioni di allenamento a corpo libero in mezzo ai boschi, minigolf e tutto quello che una mente può pensare per cercare di rendere la vacanza delle giovinette all’altezza delle aspettative.

Dopo una raccolta di lamponi che ha reso un pessimo gelato alla vaniglia, una merenda paradisiaca, è la volta della raccolta pigne.

Inutile mentire, quasi tutti abbiamo ceduto alla tentazione di mettere in saccoccia una quantità di pigne che va da una a diversi chilopina (unità di misura per le pigne che comprende non solo il peso ma anche il considerevole volume). Mare o monti è uguale, se c’è una pigna appena caduta, quella perfezione data dai suoi petali distribuiti nella successione di Fibonacci, in quella bellissima spirale aurea deve entrare nella nostra casa, salvo poi farla girare dall’ingresso al tinello senza sapere dove collocarla. Solitamente finisce sparata in giardino o in fondo a qualche cassetto fino alla fine dell’universo o finché non ne arriva un’altra che ha subito lo stesso iter a farle compagnia.

Così è cominciata questa cascata di eventi, da piccole pigne di abete rosso, pino silvestre, di larice e legnose faggiole che hanno costituito il pomeriggio creativo di 3 donne provenienti dalla Pianura Padana.

Un lavoretto nato per trastullarsi un pomeriggio e condiviso via messaggio con Chiara, diventa pensiero, dottrina, riflessione, indagine arte, equilibrio e serenità.

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