Fox

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Il disegno è sempre stata una grande passione, poi per anni ho pensato che non valesse la pena spenderci tempo.

Il mio vicino di casa è un grande pittore, di quei talenti naturali che nascono con il dono di saper tradurre istantaneamente e con qualsiasi tecnica decidano di applicare, ogni forma che riescono ad immaginare.

Io no. Io devo vedere un modello, devo vedere come applicare le sfumature, la luce e aver ben chiaro il tratto che devo esercitare.

Così per anni, ho creduto che non valesse la pena spendere tempo in qualcosa che chiunque poteva riprodurre da solo con davanti una semplice figura da copiare.

Per lavoro gioco con le tinte però, evidentemente oltre al sangue, nelle vene della mia famiglia scorre anche un po’ di colore, perché anche mio fratello, mia nipote e per ultima mia figlia hanno la passione dei pennelli.

Proprio lei, la mia ragazza, che da quando ha imparato a fare presa sugli oggetti ha iniziato a stringere matite e pastelli, adesso che frequenta il liceo artistico, mi ha riempito la casa di ogni tipo di colore; dalla tempera all’acquerello, dalla china al carboncino, ogni giorno la vedo con gioia fare i compiti di scuola e alla fine disegnare ancora per il semplice gusto di farlo.

Il mio apporto al progetto di Chiara era di fare qualche creazione con i materiali che trovavo nel bosco; poi è nata l’idea di DamaDoRè che non racchiude nulla ma da subito è diventata un’idea in continua evoluzione ed espansione. Così dopo qualche semplice disegno che doveva servire solo ad ospitare i miei legni e le mie pigne colorate, la voglia di mettersi alla prova si è fatta strada.

Nel nostro piccolo rifugio a Polsa, avevo voglia di stupire mia figlia, dimostrarle che per quanto la ritenga unica ed speciale, una piccola parte di me alberga in lei. Così ho preso un cartoncino, ho trovato l’immagine su internet di uno dei suoi animali preferiti e ho iniziato a disegnare prima, poi a dipingere a tempera.

Così è nata questa volpe. Questo quadretto racchiude la voglia di un genitore di essere all’altezza della propria figlia, di farsi ispirare dalla propria indole e dall’affetto che ha guidato le pennellate.

Mentre la figura prendeva forma ero la prima ad essere stupita di quanto stavo facendo. Ed è così che ho capito che posso dipingere, perché qualsiasi tecnica o talento che manca alla mia mano, viene compensato dalla passione e dall’ispirazione di cui si impregna il cartoncino.

Prima di finirlo, ho celebrato quello che considero il mio privo vero lavoro, con un bel calice di Trento DOC della cantina ERT 1050 di Polsa, perché questa località è fonte continua di bei pensieri e pura energia vitale.

Mi auguro che il suo acquisto sia fatto da qualcuno che, oltre ad apprezzare il quadretto, sappia attingere tutta la carica positiva impressa in modo invisibile tra i suoi colori.

Tempera su cartoncino pressato 20 cm x 20 cm.

Aggiunta di corteccia, fiori stabilizzati, calici persistenti e infiorescenze secche dei prati di Polsa.

In vendita ad Euro 35.

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