
Sabato 19 Settembre qui a Reggio si terrà una cena per raccogliere fondi da donare all’ Associazione Persone Williams (A.P.W.), che raggruppa famiglie di tutta Italia aventi al proprio interno una persona con Sindrome di Williams.
Noi conosciamo Caterina portatrice della sindrome, che si spende per sostenere la conoscenza di questa condizione e sta studiando per impegnarsi nel sociale ed aiutare persone che vivono le sue stesse difficoltà.
Alla cena si potranno acquistare i biglietti della lotteria, nella quale mi è stato fatto il grande onore di inserire una mia opera tra i premi.
Si porta spesso l’attenzione sui bambini che vivono anomalie genetiche che complicano la loro esistenza; siamo portati a donare per aiutare nella ricerca che comprende cure, prevenzione e sostegno a quelle famiglie dove un piccolo componente è affetto da qualche tipo disabilità. Quello che troppo spesso dimentichiamo è che questi bambini crescono ma noi non li vediamo più; scompaiono nella maggior parte dei casi dalla nostra vista, accuditi in strutture dalle quali escono sporadicamente. Gestiti tra le mura domestiche, i famigliari con estrema fatica e in base alle loro possibilità, cercano di arrivare ad un equilibrio che vuole essere un surrogato di normalità ma ne sono ben lontani. I problemi crescono con loro. I genitori invecchiano e le forze diminuiscono.
Noi presi dalle nostre faccende, cristalliziamo la loro condizione all’infanzia, come se gli aiuti potessero essere efficaci solo in quel periodo, la tenerezza e la premura spesso lasciano il posto al disagio e all’imbarazzo verso gli adulti e preferiamo non sapere e non vedere.
Ma se quest’ultima affermazione ci infastidisce, allora fermiamoci un attimo a riflettere; non c’è bisogno di ribaltare il mondo, bastano piccoli gesti e piccole decisioni quando si presentano le occasioni, per prendere consapevolezze ed essere davvero parte di un mondo inclusivo per tutti.
Dobbiamo ricordarci che oltre a sostenere la ricerca per cure future, dobbiamo anche impegnarci per garantire un futuro agli adulti portatori di disabilità che vogliono lavorare, integrarsi e relazionarsi. Le disabilità rallentano l’individuo, ce ne accorgiamo bene quando qualche problematica transitoria ci colpisce e non riusciamo più a tenere il passo dovendo chiedere l’aiuto di qualcuno. Quanto disagio ci porta dover dipendere da qualcuno nell’igiene, negli spostamenti: ora prendete questa condizione, moltiplicatela per 100 ed estendetela tutta la vita. Questo mondo gira sempre più veloce e non è facile rimanere aggrappati ed avere il tempo per guardarsi intorno ed osservare più attentamente ciò che ci circonda, magari concedendoci qualche pensiero un po’ più approfondito.
Grazie Caterina di aver valorizzato questa artista fuori dall’usuale, di averci accolto nella serata che tu e i tuoi genitori avete organizzato. Sarà bello stare tutti insieme. E’ intorno ai tavoli che si sono sempre prese le decisioni che hanno cambiato il mondo e mi piace pensare che tutti insieme, dal giorno dopo, avremo reso il mondo più accogliente.❤️



Lascia un commento